FRIDA

November 18, 2019

Ieri era il 17 novembre giornata mondiale dei bambini prematuri

Frida e' nata 17 settimane prima del previsto.

 

vi agevolo il calcolo e' nata il 14 aprile doveva nascere il 9 agosto.

vi agevolo ancora di piu' ,non ero ancora nel sesto mese.

 

Il primario della neonatologia, che abbiamo conosciuto poco dopo essere entrati in ospedale, con tutta la tenerezza ma anche con tutta la sincerita' possibile.. ci dice che 23 settimane e' proprio una brutta settimana per nascere, ma che ce la metteranno tutta e che l'unica cosa positiva era che Frida fosse femmina.

Nella mia testa cosi poco consolatorio ma poi nel corso del tempo cosi' vero.

 

E cosi' con una Frida in braccio,in una fredda giornata di autunno, ancora sull'altalena della vita e della prematurita' ..ma scesi da quella della terapia intensiva ho deciso di raccontare il nostro inno alla vita..anche se sarà' impossibile raccontare davvero..il nostro viaggio ..

 

Frida nasce il 14 aprile ..a inizio primavera..anche se con tutto il cuore speravamo di poter aspettare l'estate..in un bruttissimo e buio sabato notte.. a 23 settimane ,con speranze di farcela paragonabili allo zero.

Accolta ,intubata e messa nella sua scatola preziosa inizia la lunga strada in TIN ,da cui all'inizio non pensavamo di uscire in tre.

Ci dicono che non si sa...che non si sa per quanto..che non si sa se..

Spieghiamo a Olivia e Anita che Frida e' nata troppo presto e che se nella sua scatola magica non cresce abbastanza ,le cresceranno le ali e diventerà' una fatina.

Olivia e' stata bravissima,anche Anita ma con meno coscienza di quello che stava succedendo, solo con la sua spiccata sensibilità' di comprendere le emozioni attorno a lei.

Olivia ha faticato tanto, a volte forse anche silenziosamente, ma con una capacita' meravigliosa di risanare le ferite. 

di trovare la luce nelle crepe.

 

Decidiamo di stringerci piu' forte che mai dentro a questa spinosa fragilità' e di abbracciare con amore oltre che tanta paura tutto quello che viene e di starci oltre le nostre capacita'.di star li e affidarci ,ma proprio tanto.

Di pregare, condividere, farci aiutare.

Ma anche di fare silenzio,aspettare ,piangere ,forse tutte le lacrime di cui eravamo capaci.

Frida mi ha regalato la possibilità' di essere vulnerabile.

non come giustificazione, ma proprio la necessita' di esserlo ..anche come esempio per le nostre bimbe.Di non essere infallibile.

Di avere un dolore cosi grande da non riuscire a parlare, di poter essere tanto triste e preoccupato di ordinare una pizza d'asporto una volta in piu'.

Di essere immensamente stanca.

 

Regaliamo a tutti dei piccoli cactus, Frida era/e' proprio come un cactus:spinoso, pungente,piccino,ma scopriremo anche immensamente resistente.

Scopriamo un dolore che squarcia il cuore ma da cui nasce un fiore.

 

Non tutti riescono a stare insieme a noi in questa scalata cosi alta.qualcuno ci prova, qualcuno si allontana ,qualcuno si avvicina e ci stupisce e va bene cosi.

 

iniziamo un diario dove scriviamo e disegnamo,Andre disegna,illustra le mie e le sue parole, scopre che riesce a tradurre in disegni quello che ha nel cuore.pensiamo ai disegni da fare e diventa un quaderno prezioso. (chissà' se riusciremo davvero a farci un libro)..raccontiamo a Frida quello che succede,disegnamo lei protagonista di mille situazioni che vive effettivamente ma con un occhio a volte piu' ironico,piu' positivo..che ci aiuta a leggere le situazioni e canalizzare tutte le emozioni..

tralascio i dettagli clinici..

 

 

 

Frida in quelle poche settimane nella mia pancia si sarà' letta il decalogo del perfetto prematuro e ha deciso di mettere una spunta su quasi tutto..

vi dico solo che la nostra lettera di dimissioni era di dieci pagine e che avevano riassunto..

la vita di un prematuro e' davvero una vita sulla montagne russe... perché' tu piccino dovresti essere nella pancia della tua mamma e invece devi crescere e formarti fuori, vincere migliaia di battaglie.ogni giorno..

 

 

Le nostre infermiere ,i nostri dottori ,le oss ,tutto il reparto sono diventati una famiglia per noi.

Abbiamo vissuto cose che in un'intera vita forse qualcuno nemmeno sperimenta.

ci siamo scambiati sguardi, abbracci, pensieri ..a volte anche risate di cuore ,sorrisi a cuor pesante ,parole silenziose.

Non scherzo quando dico che mi mancano.

perche' li dentro ,in un reparto che per 5 mesi e' stata casa, potevamo entrare solo noi ,e a fare da mamma e da papa' ,da zii, sorelle ,fratelli trovavamo loro.

Non mi manca andare in ospedale(che poi siamo li tutte le settimane circa..per dei controlli)..aspettare davanti alla porta del reparto con il fiato corto, non mi mancano gli allarmi( anche perche' il saturimetro ce I'ho anche a casa..che fortunella)

 

Mi mancano delle persone che sono davvero un pezzo di cuore per noi, mi vengono le lacrime a parlarne a pensarci..per tutto l'amore di cui sono capaci. Per la cura non solo di Frida ma anche nostra.

Per averci accolto anche nelle nostre fragilita' piu' grandi.

Conta tutto.

La vita di Frida fino ad adesso non e' stata per niente facile ,la sua grinta l'ha trascinata in salvo ma senza di LORO ,tutto sarebbe stato completamente vano.

 

Ho deciso volutamente di raccontare solo il nostro pezzettino, il nostro vissuto.

In reparto le storie si intrecciano, si incrociano, cresce l'amicizia, si soffre insieme.

e tutto davvero tutto ha un valore nella propria storia personale.

Volersi bene anche nel dolore piu' grande che conosco si può' e anche se nel dolore io sono grata per essere stata li .

 

 

 

Una ragazza dolcissima che conosco,Chiara, affine di pensieri e con un grande amore per i libri illustrati proprio come noi, quando ha saputo di Frida mi ha mandato il link per ascoltare la ballata alla vita di Monica Morini e Gaetano Nenna,

Ricordo esattamente dove eravamo io e Andre quando l'abbiamo ascoltata e le lacrime che rigavano i nostri volti, i brividi alle braccia per la bellezza e verità' di queste parole.

per la bellezza a cui attaccarsi sempre ,alla speranza, all'amore.

 

da :QUI CI SONO LE ALTALENE di Monica Morini e Eva Sanchez Gomez

"Ascolta apri gli occhi, qui , proprio qui.

dove ci sono gli scivoli

dove i denti cadono e poi ricrescono 

dove ci sono le parole....

 

qui ci sono i baci

puoi coccolare la mamma 

puoi coccolare il papa'..

vedere la corona della Regina

ululare cantare.....

 

buttarti nella neve..

accendere una torcia grande

 

non aver paura 

restare restare restare..

 

Mentre si dorme si cresce

nei sogni si cresce"

 

"Le parole non guariscono ma curano, le formule della vita stanno chiuse dentro il soffio di una voce che ci incoraggia.."

Grazie VITA cosi difficile a volte ingiusta ma immensamente bella.

viva la vida

viva la Frida

quando siete felici fateci caso. sempre piu' vero.

 

 

 

 

 

 

 

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