QUANDO SIETE FELICI FATECI CASO

Low cost a quale costo?

Votate ogni volta che fate la spesa,ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca.. (Alex Zanotelli, missionario)

Avete visto THE TRUE COST?(lo trovate su Netflix o su iTunes)

The True Cost è un" film documentario sul mondo produttivo dietro le grandi catene del fast fashion".

prodotto da Livia Firth (quella gnoccona della moglie di Colin ,anche io mi sarei cambiata il cognome per bullarmi di essere sua moglie) e con la regia di Andrew Morgan.

QUANDOSIETEFELICIFATECICASO nasce anche dall'idea che per poter essere felici ,non si possa farlo sulla pelle di altri.

Niente sara' piu' come prima..

Mi spiego: probabilmente gia' qualcosa sapete sulla fast fashion, sulle grandi catene di moda che vendono a poco ,vestiti di bassa qualità' ,ma che in ogni caso sembrano servirci.

Il problema vero e':a quale costo noi permettiamo tutto questo.

Al costo di una manodopera sfruttata schiavizzata e senza nessuna sicurezza?

E che nessuno mi venga a dire "almeno lavorano" "come farebbero senza quel lavoro sottopagato " ïl costo della vita e'diverso sicuramente bastera'"

NO NON E' COSI'.

e poi chiediamoci per cosa ? per i nostri vestiti??? per la nostra soddisfazione e per arricchire imprenditori che non guardano in faccia nessuno?

davvero siamo disposti a sacrificare vite umane per metterci una maglia carina pagata 5euro che butteremo dopo qualche mese?

o che per sentirci meno in colpa diamo in beneficienza, nei cassonetti gialli, nel documentario scopriamo quanto possa essere deleterio tutto questo.

Perche'questo e'quello che facciamo.

E'diventato cosi scontato comprare in questi negozi senza davvero domandarci se.. ci serve?se mi sta ?

(magari quando dimagrisco, quando ci saranno 40 gradi ,per il ballo delle debuttanti alle Bahamas)

dobbiamo davvero interrogarci di piu'.

da un evento drammatico nasce la Fashion Revolution:

La moda è una forza importante, di cui tenere conto nella nostra società. Può suscitare emozioni, provocare, guidare, affascinare.

Il 24 Aprile 2013, 1133 persone sono morte e molte altre sono state ferite quando il complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangldesh, è crollato.

Fashion Revolution dice: basta!

Crediamo in un’industria della moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in eguale misura. Insieme, useremo il potere dell’industria della moda per catalizzare il cambiamento e ridare dignità alla catena di produzione.

“Fashion Revolution vuole essere il primo passo per la presa di coscienza di ciò che significa acquistare un capo d’abbigliamento, verso un futuro più etico e sostenibile per l’industria della moda, nel rispetto delle persone e dell’ambiente – commenta Marina Spadafora, direttrice creativa di Auteurs du Monde, la linea di moda etica di Altromercato, e coordinatrice del Fashion Revolution Day in Italia. –Scegliere cosa acquistiamo può creare il mondo che vogliamo: ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose per il meglio e ogni momento è buono per iniziare a farlo”.

Unisciti a noi dal 23 al 29 Aprile 2018, indossa un indumento al contrario, scatta una foto e postala sui social chiedendo ai brand “Chi ha fatto i miei vestiti?” qui i cartelli da scaricare

dal sito di fashion revolution

Orsola de Castro, co-fondatrice: ” Fashion Revolution verte sul costruire un futuro nel quale incidenti del genere non succedano mai più. Noi crediamo che conoscere chi fa i nostri vestiti sia il primo passo per trasformare l’industria della moda. Sapere chi fa i nostri vestiti richiede trasparenza, e questo implica apertura, onestà, comunicazione e responsabilità. Riconnettere i legami rotti e celebrare la relazione tra clienti e le persone che producono i nostri vestiti, scarpe, accessori e gioielli – tutto quello che chiamiamo fashion.”

WHO MADE MY CLOTHES?

diventa un fashion revolutionary qui

chi ha fatto i miei vestiti?

potremmo essere noi, i nostri figli!

noi saremmo disposti a lavorare 12 ore ,se non di piu', in una fabbrica pericolante senza nessuna tutela?

permetteremmo ai nostri figli di farlo?di sprecare e rischiare la propria vita cosi'?

NO!

E' ora di farsi una coscienza critica, di interrogarci sulle nostre scelte,perche'solo con queste possiamo cambiare il sistema.. io credo anche il mondo!

Io non voglio giudicare nessuna scelta ma alla luce di alcuni episodi e'sicuramente necessario farsi delle domande.

Gia' da qualche anno evitiamo le grandi catene e cerchiamo in tutti i modi di responsabilizzare il nostro acquisto ,privilegiando handmade e Second hand anche se fa meno figo del vintage ..ma anche il vintage ci piace da matti!

Anche per Olivia e Anita cerchiamo di utilizzare capi di seconda mano o prestati o cuciti da noi.

Partiamo dalle piccole cose, da piccole scelte che ci aiutano a cambiare punto di vista

e interroghiamoci SEMPRE.TANTO.

Nei prossimi giorni vi raccontero' di alcune alternative #haulternative..

magari il cambiamento puo' partire da una di queste!

un cambiamento dal basso!

leggi per provare a fare qualcosa qui

vi aspetto!

ma prima guardatelo e raccontatelo!

vi lascio qualche link per approfondire:

Gaia Segattini guru dell'artigianato e di un nuovo modo di fare moda ,di essere alla moda in maniera responsabile, giocosa, gioiosa ha pubblicato diversi articoli sulla fast fashion e alternative sostenibili.

Carotilla grafic designer ,youtuber che vive a NY ,ha appena creato la sua personale collezione di abiti sostenibili "AMORILLA" ha registrato diversi video sulla fast fashion e alternative.

questo e'il sito della Fashion revolution con approfondimenti calendario eventi e iniziative.

FACCIAMOCI SEMPRE DELLE DOMANDE! E QUANDOSIETEFELICIFATECICASO!